MULTILATERALISMO

I NUOVI BRICS: L’IRAN

di Vito Petrocelli

La Repubblica Islamica dell’Iran ha una posizione geografica strategica, al crocevia tra oriente e occidente. Il Paese, grande sei volte l’Italia, ha una popolazione di 89 milioni di abitanti e si estende su 1.648.000 kmq. L’aspettativa di vita è di 76 anni per le donne e 73 anni per gli uomini, e più del 60% degli iraniani ha meno di 30 anni.
L’assetto istituzionale della Repubblica si basa su un delicato equilibrio tra sei organi principali: la Guida Suprema, il Consiglio dei Guardiani, il Presidente della Repubblica, il Consiglio del Discernimento, il Parlamento e l’Assemblea degli Esperti.


L’Iran è tra le prime 20 economie mondiali e i principali punti di forza del Paese sono l’alto grado di scolarizzazione, le enormi riserve di idrocarburi, il basso costo dell’energia e il PIL elevato. L’Iran possiede circa il 12% delle riserve mondiali di greggio ed è al terzo posto su scala mondiale per riserve petrolifere, mentre è il secondo Paese quanto a riserve di gas, con il 18% delle riserve mondiali.
Il PIL al 2023 è di 245 miliardi di euro, con il 45% determinato dal settore industriale. L’indebitamento pubblico è contenuto e l’economia è fortemente dipendente da petrolio e gas, che rappresentano la principale voce delle esportazioni del Paese con l’85% del valore totale. Il settore industriale è caratterizzato da una forte presenza dello Stato, in particolare nell’industria pesante con circa il 60% della produzione manifatturiera nelle mani di organizzazioni di proprietà statale.


I rapporti di amicizia tra Italia e Iran hanno radici storiche e risalgono molto indietro nel tempo. Negli ultimi anni la politica estera italiana ha lavorato per trovare una soluzione diplomatica al dossier nucleare e ha sostenuto il coinvolgimento di Teheran nella soluzione delle crisi regionali in atto. Da parte iraniana viene riconosciuta all’Italia una linea improntata ad apertura e moderazione, che ci rende il miglior partner fra i membri dell’UE.
L’interscambio commerciale Italia-Iran ha avuto una crescita importante a partire dal 2015, con la rimozione delle sanzioni ONU, +56% nel 2016 e +97% nel 2017, portando l’Italia ad essere il primo partner commerciale europeo dell’Iran. Nel 2018, per effetto delle sanzioni USA, il trend positivo si è interrotto. Confrontando i dati del 2019 con quelli dell’anno precedente, il calo è impressionante: -78,8% di interscambio, -94,8% di importazioni dall’Iran, -51,1% di esportazioni italiane. Il trend ha proseguito la discesa nel biennio 2020/21 (-31,6% e -5,8% nell’interscambio) per risalire finalmente nel 2022/23 (+13,3% e +8,6%).
Nel 2023 l’Italia ha occupato la 12° posizione quale paese fornitore dell’Iran, mentre la posizione di paese cliente ha subito un brusco ridimensionamento, passando dalla 16° posizione del 2018 alla 33° nel 2023 a causa dell’adesione italiana al regime sanzionatorio USA. Ad oggi infatti sono soprattutto le esportazioni di macchinari italiani verso l’Iran a risentire degli ostacoli agli scambi commerciali. L’Italia esporta in Iran principalmente macchinari di vario tipo, apparecchi elettrici, prodotti chimici, farmaceutici, prodotti in metallo, gomma e materie plastiche.
La revoca delle sanzioni nel 2016 aveva determinato la firma di alcuni Memorandum d’intesa tra imprese italiane e iraniane per operazioni economiche del valore di 27 miliardi di euro. Purtroppo con la ripresa delle sanzioni solo alcuni contratti commerciali hanno avuto seguito, mentre per gli altri non si è riusciti a trovare una via utile a garantire i finanziamenti necessari, in assenza di operazioni da parte delle grandi banche in Iran. L’attuazione dei contratti è stata ulteriormente compromessa dalle sanzioni USA e dai conseguenti effetti extraterritoriali della loro applicazione.

(Dati MAECI)