RAPPORTO SUL LAVORO DEL GOVERNO CINESE 2026. FIDUCIA IN UN’EPOCA DI CAUTELA
Fabio Massimo Parenti
Il rapporto sul lavoro del governo cinese di quest’anno esprime fiducia in un contesto complesso. Sullo sfondo di un’economia globale incerta, di dinamiche commerciali in trasformazione e della transizione in corso verso uno sviluppo di alta qualità, il rapporto presentato al massimo organo legislativo del Paese per la deliberazione fissa per il 2026 un obiettivo di crescita pragmatico tra il 4,5% e il 5%.
Al centro dell’agenda di quest’anno vi è l’innovazione. Il rapporto fissa un aumento medio annuo di almeno il 7% della spesa nazionale in ricerca e sviluppo tra il 2026 e il 2030, segnale che la Cina considera la capacità tecnologica il fondamento della competitività futura. L’accento sull’autosufficienza tecnologica di alto livello e sulla forza nella scienza e nella tecnologia sottolinea la transizione verso innovazione originale, in particolare nei settori di frontiera come biotecnologie, manifattura avanzata e tecnologie dell’informazione.
Questo cambiamento è cruciale. Con l’aumento delle incertezze geopolitiche e le restrizioni tecnologiche imposte dalle economie avanzate, l’enfasi cinese sull’innovazione indipendente non è solo una scelta economica ma una necessità strategica.
Rafforzare le tecnologie fondamentali – semiconduttori, accumulo di energia pulita, intelligenza artificiale – ha un duplice obiettivo: proteggere il Paese dagli shock esterni e costruire nuovi motori di crescita. La spinta ad approfondire Digital China e ad aumentare la quota dell’economia digitale fino al 12,5% del PIL mostra come la Cina intenda integrare la tecnologia in tutti i settori, dall’agricoltura alla sanità.
Un’altra priorità centrale è il rafforzamento della domanda interna. Il rapporto presenta una serie di iniziative mirate a stimolare i consumi: misure per aumentare le entrate dei gruppi a basso reddito, migliorare la sicurezza sociale ed espandere i redditi legati alla proprietà. Affrontando le disuguaglianze nei redditi familiari, queste politiche mirano a liberare il potenziale di spesa dei cittadini.
La determinazione della Cina a sostenere i consumi attraverso la crescita dei redditi reali, piuttosto che tramite espansione del credito o con i soli sussidi, segnala un passaggio verso un modello di crescita più sostenibile. Se innovazione e domanda interna definiscono come la Cina si sviluppa, la trasformazione verde definisce perché lo fa.
Fissando l’obiettivo di ridurre del 17% le emissioni di carbonio per unità di PIL tra il 2026 e il 2030, il governo non si limita a rispettare standard ambientali: mira a posizionare la Cina come leader nell’industria sostenibile. Per anni i critici hanno accusato la Cina di subordinare gli impegni ambientali agli obiettivi industriali. Questo rapporto suggerisce invece una convergenza tra i due. Settori verdi come energia solare, veicoli elettrici e idrogeno sono centrali sia per la competitività economica sia per la sicurezza nazionale. La questione non è se la Cina renderà più verde la propria crescita, ma quanto rapidamente riuscirà a farlo.
Le Due Sessioni di quest’anno si svolgono inoltre sullo sfondo di sfide globali pressanti: tensioni geopolitiche, rallentamento economico e crisi della governance internazionale. Sul piano della politica estera, il rapporto posiziona la Cina dalla parte della stabilità. Il governo ribadisce la sua opposizione a egemonismo e politica di potenza, impegnandosi a sostenere equità, giustizia e sviluppo pacifico, ampliando al contempo la propria rete di partenariati globali.
Si tratta di temi noti, ma che acquistano maggiore rilevanza in un mondo segnato da una crescente competizione geopolitica. Lavorando attivamente alla riforma della governance globale, la Cina segnala di voler accrescere la propria influenza attraverso la partecipazione e non attraverso l’isolamento. L’idea di un ordine internazionale più giusto ed equilibrato riflette anche il tentativo di ridefinire le regole globali affinché rispecchino meglio le esigenze delle economie emergenti.
Nel complesso, il rapporto sul lavoro del governo di quest’anno offre sia una narrazione di fiducia nazionale sia un programma di riforme pragmatiche.
Bilancia la ricerca di lungo periodo di uno sviluppo di alta qualità con il riconoscimento delle pressioni di breve periodo. La Cina non segnala un’epoca di accelerazione incontrollata, ma una fiducia paziente. Il rapporto appare meno come una lista di obiettivi immediati e più come una riaffermazione della traiettoria strategica della Cina: autosufficienza, apertura e sviluppo verde. Il messaggio è chiaro: la Cina intende tracciare il proprio percorso nel tumulto di un mondo in trasformazione – e dispone dei mezzi per farlo.